DIATERMIA
| a cura del Centro Ricerca e Studi SDSR
❓ QUANTE "UOVA DI TARTARUGA" SONO STATE COTTE USANDO POTENZE E TERMICHE NON CONTROLLATE❓
🎯 DIATERMIA - CONOSCIAMOLA MEGLIO!
La diatermia capacitivo resistivo (TECAR), si pone al vertice delle nuove terapie strumentali.
- il primo è quello proprio del calore, che comporta un aumento del metabolismo cellulare con un’accelerazione dei processi riparativi.
- il secondo è quello del movimento di particelle generato tra gli elettrodi, determinante un considerevole effetto antiedemigeno (ematomi ed altri liquidi infiammatori, richiedono poche sedute per poter essere drenati);
- il terzo, infine, è l’effetto dell’onda elettromagnetica emessa, che va ad agire direttamente sui processi riparativi e sul metabolismo cellulare.
Per aumentare di 1 ° C la temperatura di 1 grammo di acqua è necessario fornire una quantità di calore pari a 4,185 Joule.
- la Pelle ha un calore specifico di 3,77 Joule/ g per ° C
- il Tessuto muscolare di 3,75
- il Grasso di 2,3
- l’osso di 1,59
L’elettrostatica
Nel mondo naturale esistono 2 tipi di cariche:
La carica possiede una carica Q espressa in Coulomb.
Due cariche di segno opposto si attraggono.
La carica possiede una carica Q espressa in Coulomb. Due cariche di segno opposto si attraggono.
Carica Positiva
Carica Negativa
La carica possiede una carica Q espressa in Coulomb. Due cariche di segno opposto si attraggono.
Due cariche dello stesso segno si respingono.
La forza di attrazione tra le due cariche è:
F=-1/4πε·Q1Q2/d(al quadrato) Legge di Coulomb
La forza si misura in Newton.
Q1Q2=esprime il prodotto tra le due cariche possedute dai 2 corpi
d=distanza espressa in metri
ε=è una costante che dipende dal mezzo in cui sono immerse le cariche elettriche. Infatti se le cariche elettriche si trovano nell’aria asciutta manifestano una certa attrazione. Se l’aria è umida l’attrazione è minore, se infine tra le 2 cariche metto un isolante la forza d’attrazione è=0
Quindi in sostanza la legge di coulomb afferma che la forza di attrazione o repulsione che agisce su 2 cariche elettriche è proporzionale al prodotto delle sue cariche, è inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza e dipende dalla natura dell’isolante. Il segno meno tiene conto che se due cariche sono dello stesso segno si respingono.
Il campo elettrico
Supponiamo di avere due cariche elettriche positive, una molto grande, per esempio Q1=1000 coulomb, e l’altra molto piccola Q2=10 coulomb.
Prendiamo ora in considerazione lo spazio attorno alla carica grande: se avvicino ad essa la carica piccola essa mi viene respinta. Si dice in questo caso che la carica Q1 ha creato attorno a se uno spazio in cui si manifestano dei fenomeni elettrostatici di attrazione e repulsione. In pratica qualunque corpo carico di elettricità si crea attorno a se un campo elettrico, cioè una zona di spazio in cui esercita una certa influenza elettrostatica, cioè respinge le cariche dello stesso segno e attrae le cariche di segno opposto.
L’intensità del campo elettrico indica quanto un campo è forte o meno forte e si misura in volt/metro oppure in kilovolt/cm. L’intensità di campo elettrico è definita dalla formula:
E=V/d
Cioè l’intensità di un campo elettrico è direttamente proporzionale alla tensione V e inversamente proporzionale alla distanza d.
Rigidità dielettrica
L’intensità di campo elettrico E non può raggiungere valori molto elevati.
Infatti per ogni corpo isolante esiste un massimo valore di campo elettrico che si può applicare, superato il quale si verifica una scintilla, cioè una scarica elettrica che brucia l’isolante.
In genere per rigidità dielettrica si intende il valore massimo di campo elettrico che si può applicare ad un isolante prima che scocchi l’arco elettrico. L’unità di misura della rigidità dielettrica sarà il kV/cm. Per l’aria la rigidità dielettrica è 24 kV/cm ciò vuol dire che se tra due corpi in aria superiamo la tensione di 24000 V e i corpi distano meno di un cm tra loro si verifica la scintilla con distruzione dell’isolante.
Il condensatore
Il condensatore è un elemento dei circuiti elettrici. Esso è costituito da 2 materiali conduttori separati da un isolante. L’isolante può essere la carta, la mica oppure l’aria.
Il condensatore è in grado di accumulare e conservare le cariche elettriche, cioè il condensatore rimane carico anche quando noi stacchiamo la batteria.
Se stacco il generatore e misuro con il tester, noto che il condensatore mi conserva per un certo tempo la tensione E0 del generatore.
Si definisce capacità e si indica con la lettera C l’attitudine, cioè il fatto che un condensatore è in grado di conservare una carica elettrica tra le sue armature. Per armatura si intende una delle due superfici metalliche che costituiscono il condensatore.
La capacità si misura in Farad, che si abbrevia F.
Essendo il Farad molto grande, si usano i sottomultipli:
mF=millifarad=1/1000
µF=microfarad=1/1000000
nF=nanofarad=1/1000000000
pF=picofarad=1/1000000000000
La legge fondamentale dei condensatori è:
Q=C·V
Che ci dice che la carica Q che si può immagazzinare in un condensatore è direttamente proporzionale alla capacità C ed alla tensione V.
Capacità di un condensatore
C=εS/d
S=superficie di un armatura
D=distanza fra le armature
Ε=costante dielettrica dell’isolante misurata in F/m.
In pratica la capacità di un condensatore è tanto più grande quanto maggiori sono le armature e quanto più piccola è la distanza fra le 2 armature.
Tutto ok fino a qui?
Quindi ricapitolando il condensatore si carica in maniera esponenziale, cioè all’inizio parte da 0 per poi caricarsi rapidamente, col passare del tempo la velocità di carica diminuisce sempre di più fino ad annullarsi quando il condensatore è carico, la corrente invece è massima all’inizio poiché il condensatore è ancora scarico, e diminuisce col passare del tempo man mano che il condensatore si carica. Quindi sia la corrente che il condensatore partono veloci per poi diminuire la velocità di carica man mano che la carica è satura.
Nella diatermia si verifica un’inversione di polarità delle armature del condensatore 50000 volte al secondo per cui ad ogni ciclo l’elettrodo prima attirerà le cariche positive e poi quelle negative (respingendo contemporaneamente prima le negative e poi le positive) determinando così delle correnti di spostamento degli ioni presenti all’interno dell’organismo (che per l’effetto joule di attrito tra loro produrranno calore) .
Come prima la corrente dopo essere stata massima all’inizio, si annullerà caricando il condensatore.(fig,1)
(Questa è la differenza rispetto ad un "ferro da stiro" che inserisce temperatura e non energia).
L’onda elettromagnetica.
L’onda elettromagnetica è un fenomeno ondulatorio dovuto alla contemporanea propagazione di un campo elettrico e di un campo magnetico oscillanti in piani tra loro ortogonali e cioè perpendicolari.
Ciò che distingue tra loro le varie onde elettromagnetiche è la frequenza correlata alla lunghezza d’onda.
Naturalmente più aumenta la lunghezza d’onda e più diminuisce la frequenza. Il prodotto tra frequenza e lunghezza d’onda è sempre uguale alla velocità della luce =300000 Km/s che è quindi la velocità a cui si propagano tutte le onde elettromagnetiche.
I parametri selezionabili per una corretta seduta sono i seguenti:
Nella modalità capacitiva l’elettrodo attivo è isolato da vetroceramica . In questa modo le cariche elettriche passano dal filo all’elettrodo e da qui si trasferirebbero all’interno del corpo umano se non ci fosse il materiale semi-isolante (dielettrico) a fermarle; in tal modo le cariche si concentrano nel dielettrico che è il materiale a maggiore resistenza attirando in prossimità dell’elettrodo le cariche di segno opposto e respingendo quelle dello stesso segno: Ecco il motivo per cui nella modalità capacitiva il focus dell’azione si trova in corrispondenza dell’elettrodo attivo con conseguente coinvolgimento delle strutture molli, in particolare muscoli e vasi. Il target biologico di questa modalità è quindi rappresentato dai tessuti molli e da quelli ricchi d’acqua (come i nervi). (fig.2)
Nella modalità resistiva l’elettrodo attivo non è isolato per cui le cariche elettriche possono defluire senza problemi all’interno dell’organismo, andando però a fermarsi in corrispondenza della zona corporea a maggior resistenza e cioè il tessuto osseo, connettivale e cartilagineo.
Per esempi se ho una lesione profonda a ridosso dell’osso potrò utilizzare il resistivo in quanto l’addensamento delle cariche è proprio li dove c’è una variazione d’impedenza (cioè muscolo osso)
Il vantaggio di un energia creata dall’interno e non somministrata mediante energia radiante dall’esterno è che così riusciamo ad evitare la resistenza della cute e del sottocute. Inoltre l’altro grande vantaggio della diatermia è quello di evitare il surriscaldamento delle protesi o mezzi di sintesi metallici interni poiché i metalli sono ad alta conduttanza e quindi hanno la resistenza =0. Per tale motivo non si produrrà effetto joule e quindi calore. (fig.3)
Oltre alla modalità capacitiva o resistiva gli altri parametri da selezionare sono:
La frequenza del campo elettromagnetico selezionabile tra:
450 KHz (Low frequence)
630 KHz (High frequence)
La frequenza più bassa ha una capacità di penetrazione minore rispetto a quella di 630 Khz, per cui se sto utilizzando una metodica tra capacitivo e resistivo ed incontro una struttura a più alta resistenza (quindi con impedenza bassa) e voglio scavalcarla, aumenterò la frequenza a maggior capacità di penetrazione e cioè 630Khz. Un esempio pratico è quello dato dalla trattazione della dell’arto inferiore nella modalità resistivo: posiziono la piastra sotto al polpaccio del paz. e l’elettrodo sotto la pianta del piede. Se utilizzo una frequenza a 450 Khz, probabilmente il paz.mi dirà di avvertire il calore soprattutto a livello della caviglia, e cioè dove c’è maggiore resistenza (le cariche si concentreranno soprattutto in quel punto) . Se voglio bypassare la caviglia per raggiungere l’arto inferiore, aumento la frequenza.
Altro esempio; Se incontro un tessuto fibrotico, posso provocare dolore poiché poco vascolarizzato, per cui non riuscendo a raffreddare con la vasodilatazione, si surriscalda. In tal caso cambio la frequenza per bypassarlo.
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